TREKKING

RIFUGIO CHIAVENNA:
trekking all’Alpe Angeloga

Rifugio Chiavenna Trekking Alpe Angeloga

RIFUGIO CHIAVENNA: TREKKING ALL’ALPE ANGELOGA

Un’escursione che ti porta in un luogo angelico, come suggerisce il nome dell’Alpe stessa: pieno di pace e silenzio, se come me hai la fortuna di andare in settimana, mucche e dolcissimi asinelli che giocano o riposano nei prati, le acque calme del lago omonimo, una conca verdeggiante circondata da montagne dalle punte ancora innevate persino ad agosto! Se sei fortunato puoi vedere anche le marmotte!

Si tratta del meraviglioso trekking all’Alpe Angeloga e al Rifugio Chiavenna.

RIFUGIO CHIAVENNA E ALPE ANGELOGA

Alcune info utili

Il Rifugio Chiavenna, in Alpe Angeloga, si trova a 2050 metri di altitudine, nel cuore della Valle Spluga.

Il tempo impiegato per raggiungerlo è di circa 1h40 / 2h

DIFFICOLTA’ : E (media). DISLIVELLO: circa 600 mt.

A parte il primo tratto abbastanza pianeggiante che corre attraverso i prati, tutto il sentiero è in salita non ripidissima ma costante. La difficoltà maggiore è data dai gradoni presenti dall’inizio alla fine del sentiero, che lo fa risultare muscolarmente impegnativo. Tuttavia non presenta grosse difficoltà.

Adatto ad adulti, ragazzi e bambini dai 4/5 anni che siano allenati a camminare e abbiano una buona gamba.

Sulla strada non è presente acqua da bere: portarsi barrette energetiche e una bibita fresca in borraccia.

Il sentiero è per gran parte esposto al sole, quindi consiglio di cominciare la salita non più tardi delle 8.

ABBIGLIAMENTO:

  • magliette di ricambio
  • pantaloni con zip accorciabili
  • felpa (in alta montagna il clima può cambiare repentinamente)
  • cappellino per il sole ma anche una bandana per il collo (il mattino presto tira aria fredda nella prima parte del sentiero)
  • scarponcini da montagna che siano impermeabili (tipo Goretex) perché avendo a fianco il torrente, il terreno è spesso bagnato e i sassi possono risultare scivolosi.
  • crema solare (non scordarti che sei a 2000 mt.)

I parcheggi sono davvero pochi: prima si arriva e meglio è!

Descrizione del nostro trekking

Lasciata l’auto al parcheggio davanti alla chiesa di Fraciscio, la si oltrepassa e si sale dai prati, addentrandosi nell’abitato (vedi foto sotto che ti indicano le case da seguire).

Dopo poco troverai alla tua destra una scultura in legno con i cuori scolpiti, per riferimento. Dunque ci si addentra attraverso i prati, dove purtroppo non ci sono più riferimenti, ma se continui a salire, ti ritrovi su una strada carrozzabile. Dopo 2 minuti finalmente i cartelli che indicano che sei alla frazione “Le Soste”, sopra Fraciscio, a 1442 mt.

Rifugio Chiavenna Trekking Alpe Angeloga


In alternativa so che si può arrivare alla località "Le Soste" con l'auto, seguendo poi il sentiero C3 che porta al rifugio. Tuttavia non ti so indicare bene perché noi ci siamo fermati alla chiesa di Fraciscio, e abbiamo chiesto agli abitanti come salire per quel primo tratto.


Da questo punto in poi è tutto ben segnalato: inizia il sentiero vero e proprio che inizialmente sale morbido attraverso il bosco, a lato del quale si vede già qualche ruscello. Il paesaggio è molto bello: sarai circondato ancora dai prati e dal verde intenso dei pini.

Successivamente il sentiero si fa roccioso e parte la salita a gradoni, ma è costeggiato fino in cima da un freschissimo torrente e da affascinanti cascate d’acqua.

Al termine della salita finisce il paesaggio ruvido e roccioso: si apre la piana che aiuta il respiro a calmarsi e le gambe a riposare. Ci si sente piccolissimi all’interno di questa ampia valle verde, circondata dalle montagne, tra cui spicca la vetta del Pizzo Stella (3163 mt); poco più avanti il rifugio e le rustiche baite dell’Alpe Angeloga.

Al Rifugio Chiavenna finisce il nostro trekking, ma per i super allenati (no bambini), ci sono diversi sentieri, tutti molto impegnativi, faticosi, con catene e salite decisamente ripide che portano a:

  • Lago Nero per giungere al Passo Angeloga, dove si ha una meravigliosa vista sulla Val di Lei ( EE per escursionisti esperti): io non sono salita, ma mio marito e mio padre sì; hanno impiegato circa 2h a ritornare al rifugio.
  • Volendo restare a dormire, il giorno successivo si può raggiungere il Rifugio Capriolo in 4h30.

RIFUGIO CHIAVENNA: TREKKING ALL’ALPE ANGELOGA

Rifugio Chiavenna

Il “Rifugio Chiavenna” è di proprietà del CAI, un ottimo punto per fermarsi a pranzare o cenare: c’è la possibilità di mangiare sia dentro che fuori e i piatti cucinati sono davvero ottimi. (Purtroppo ho saputo che l’anno prossimo probabilmente cambierà gestione).

Mettono a disposizione alcune sdraio gratuite (non prenotatili) per prendere il sole.

I prezzi si aggirano intorno alle 9 Euro per un primo, e alle 12/15 euro per il secondo, a testa.

I piatti serviti sono per lo più quelli tipici di montagna, come polenta e stinco, polenta e capriolo, gnocchetti ai formaggi, ecc…Anche i dolci sono fatti in casa e sono una vera leccornia (possibilità di scegliere fra diversi).

Il personale di servizio gentile e cortese, oltre che disponibile.

E’ possibile passare la notte: i soci CAI hanno uno sconto sul pernottamento. In genere la mezza pensione costa circa 50 Euro a testa.

Lago Angeloga

Il lago Angeloga si trova proprio di fronte al rifugio. Andando a fare un giro nella zona intorno, si possono osservare il lago, le baite e le montagne da diverse prospettive, tutte egualmente affascinanti.

TIP: Consiglio di attraversare il piccolo fiumiciattolo e andare ad ammirare il lago dall’altro lato, salendo su qualche masso: da lì la prospettiva e i colori sono migliori; meglio dopo pranzo per non avere il sole contro.

Le baite

All’interno dell’ Alpe Angeloga ci sono diverse baite in pietra, tutte disposte in successione, che danno un tono rustico ed antico al paesaggio: sono di proprietà privata ma di una bellezza incredibile! Davanti c’è una fontana da cui si può attingere acqua freschissima e particolarmente leggera; poco più sopra, dietro il rifugio, una piccola cappella votiva.

TIP: Il consiglio per una particolare prospettiva delle baite di salire sul masso vicino alla bandiera: da lassù si possono fotografare meglio le casette, la conca del lago e le montagne sullo sfondo.

⚠️ L’unica pecca di questo bellissimo posto è che i grandi prati tra il rifugio e il lago sono acquitrinosi perché c’è molta acqua (almeno quando sono stata io), quindi non ci si può sdraiare.

Bisogna andare a cercare vicino ai massi o al di là del fiume: in alcuni punti è possibile mettere un telo, oppure se si mangia al rifugio, si può stare nel prato davanti o sulle sdraio. Nel prato antistante il rifugio i bambini giocavano tranquillamente a palla.

Come raggiungere l’imbocco del sentiero

Impostare sul navigatore Fraciscio: attraverso la SS36 verso il Passo dello Spluga, si arriva alla località di Campodolcino (SO). Prendere a destra per Fraciscio, dove nacque Don Guanella, e dove abbiamo parcheggiato l’auto.

Coordinate GPS (Campodolcino): 46°24’17267”N, 9°21’58198”E

DA LECCO: 80 km; 1h30

DA MILANO: 135 km; 2h30

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