LUOGHI IN EUROPA Portogallo

MONASTERI PORTOGALLO:
itinerario a Tomar, Batalha e Alcobaca

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MONASTERI PORTOGALLO: ITINERARIO A TOMAR, BATALHA E ALCOBACA

ITINERARIO DEI MONASTERI

Utili info generali

Per organizzare questo itinerario abbiamo alloggiato qui a Tomar la sera precedente il nostro arrivo presso la “Tomar Story Guesthouse“, un piccolo hotel situato nel centro cittadino (cliccando il link sopra puoi leggere la mia recensione).

Il mattino seguente abbiamo iniziato il nostro giro sul presto proprio dal monastero di Tomar che abbiamo potuto raggiungere a piedi, percorrendo l’unica via del centro e salendo la strada dietro la piazzetta principale. La salita a piedi dura cinque/dieci minuti su strada asfaltata, e non è nulla di preoccupante.

Per quanto riguarda la visita abbiamo acquistato il biglietto cumulativo dei tre monasteri sul posto: 15 euro totali a testa (prezzi 2018). Questo tipo di biglietto lo puoi fare sia a Tomar che a Batalha o ad Alcobaca e ha la durata di una settimana, tempo massimo di utilizzo.

Il complesso si può visitare autonomamente oppure con la guida: il tour guidato è di circa 2 ore, mentre noi in autonomia avremo impiegato una mezzora di meno.

Abbiamo saltato Fatima, ma posso dirti che questi tre monasteri possono essere visti anche in un solo giorno, in caso come noi non avessi molto tempo a disposizione, ovviamente muovendosi con l’auto; coi mezzi non ti saprei dire. Ogni monastero richiede da 1 a 2 ore di visita autonoma, dipende da ciascuno. Le visite guidate vincolano un pò di più nei tempi, ma credo siano possibili in tutti i monasteri.

TOMAR

La storia di Tomar e dei Templari

Tomar è nota come la “Città dei Templari”, fu regalata dal re Alfonso I del Portogallo all’ordine dei Templari come segno di gratitudine per aver aiutato l’esercito spagnolo nella Riconquista contro i Mori a metà del 1100. Fu così che il gran maestro dei Templari del Portogallo Gualdim Pias ordinò la costruzione di una chiesa e successivamente una fortezza sulla collina al di là del fiume.

Il complesso venne poi ampliato fino a diventare l’attuale Convento di Cristo, un’espressione di magnificenza scolpita nella roccia, un vero e proprio trionfo di stili: manuelino, gotico e rinascimentale in perfetta armonia, tanto da meritare la tutela Unesco.

Quando sei anni dopo il Papa Clemente V impose di sopprimere l’ordine nel 1312, il re portoghese Dinis, al fine di non perderne i beni, decise di istituire l’ordine dei Cavalieri di Cristo e fissare la sede a Tomar. Il nuovo ordine fu uno dei principali finanziatori delle spedizioni portoghesi nel Nuovo Mondo: la croce rossa in campo bianco, simbolo dei Cavalieri di Cristo, si stagliava come simbolo sulle vele delle caravelle.

Verso il 1500 l’ordine divenne semplicemente una congregazione e cessò di rivestire l’importanza che aveva avuto fino ad un secolo prima.

La visita al Convento di Cristo a Tomar
Convento di Cristo Tomar

Il Convento di Cristo di Tomar è un edificio esteticamente talmente particolare e scenografico, e così ricco di storia, che noi l’abbiamo volutamente inserito nel nostro itinerario, sebbene rimanga un pò più fuori mano rispetto ad Alcobaca e a Batalha.

Non ce ne siamo affatto pentiti: arrivando il mattino presto abbiamo potuto goderci il gran silenzio che regnava nel luogo, e, chiudendo gli occhi, riuscivamo a percepire il rumore degli zoccoli che in tempo lontano hanno battuto le stesse strade. Già il primo impatto visivo è notevole.

Convento di Cristo Tomar
Convento di Cristo Tomar

Il Convento è un labirinto di corridoi, chiostri abbelliti con azulejos oppure secondo stili più sobri, e cappelle decorate con bellissime piastrelle. Gli stili sono molto differenti sovrapponendosi nel corso dei secoli, a causa dell’intervento dei re e dei gran maestri che si sono succeduti. Salendo le varie scale si ha una prospettiva del monastero da diverse angolazioni, che ogni volta stupiscono per bellezza.

Tuttavia la vera chicca del luogo è la Chiesa Rotonda annessa al monastero, detta anche “Charola”: oltre ad essere di una bellezza sbalorditiva e piena di sfarzo, è particolarissima la sua struttura con pianta poligonale a 16 lati all’esterno, probabilmente per consentire ai cavalieri di assistere alla funzione liturgica a cavallo. E’ ispirata al modello della Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Forse è proprio grazie a queste influenze orientali che, rispetto alla maggior parte delle chiese portoghesi, presenta un aspetto del tutto differente. L’altezza al suo interno è vertiginosa; una combinazioni di forme semplici e ornamenti sontuosi. Bellissimi anche i dipinti alle pareti e l’altare gotico al centro.

La struttura più celebre dell’intero complesso è la Sala Capitolare, con motivi vegetali, corde, coralli, e l’imperante simbolo dell’Ordine di Cristo e di Manuel I. Anche la finestra è ispirata alla stile manuelino, rappresenta l’elemento più bizzarro del monastero.

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Sala Capitolare con finestra manuelina

Dove mangiare a Tomar

Ristorante La Bella pasta e pizza: si trova lungo la via principale ed a quell’ora di sera era forse l’unico ristorante aperto. Abbiamo mangiato un piatto di pasta al pesce e una pizza + bibite per 25,30 Euro in due:
la cena è stata davvero buona! Il giorno dopo durante il tour dei monasteri abbiamo mangiato al sacco visto che la giornata era abbastanza calda da poter star fuori.

MONASTERI PORTOGALLO: ITINERARIO A TOMAR, BATALHA E ALCOBACA

BATALHA

Il secondo monastero che visitiamo è quello di Batalha o “Mosteiro de Santa Maria de Vitoria”, anch’esso Patrimonio Unesco, è uno straordinario esempio dell’arte manuelina . Siamo riusciti a parcheggiare nei dintorni e, giunti sul posto, siamo rimasti impressionati dalla bellezza e dalla magnificenza di questo monastero. Intorno ad esso trovi panchine per un pranzo al sacco veloce oppure anche diversi bar dove accomodarsi.

Monastero Batalha Portogallo
Monastero di Batalha

Il monastero è stato realizzato per volere di Dom Joao I come segno di gratitudine alla Vergine Maria per la miracolosa vittoria dell’esercito portoghese contro la Spagna. La costruzione si protrasse per due secoli, attraversando sette regni monarchici. Nel 1755 fu parzialmente distrutto dal terremoto; successivamente subì anche incendi e saccheggi da parte dell’esercito di Napoleone. Solo grazie al recupero di Re Ferdinando II, il monastero si salvò, fino all’intervento dell’Unesco nel 1907.

L’esterno del monastero è realizzato in pietra bianca di Porto de Mos, diventata nel corso degli anni giallo ocra con spruzzate di nero, ed è caratterizzato da una serie di guglie, pinnacoli, contrafforti, sculture e archi: un vero spettacolo!

Appena entrati la fitta disposizione delle colonne ha subito catturato il nostro sguardo accompagnandolo verso l’alto. Tra stupore e meraviglia siamo rimasti qualche minuto immobili ad osservare la navata centrale lunga e stretta, molto sobria: è priva infatti di statue e ornamenti ma è molto luminosa grazie ai fasci di luce che fanno breccia dalle vetrate delle navate laterali, e che la riempiono di colori bellissimi! Fu proprio a Batalha che nacquero i primi laboratori di vetrate policrome, molto diverse da quelle delle precedenti epoche.

Sulla destra all’ingresso del monastero si apre la Capela do Fundador, dedicata al re Giovanni I, alla moglie e ai quattro figli. L’unione della coppia sancì il sodalizio Inghilterra-Portogallo (1387). Questa cappella si fa notare per il suo colore bianco e per le decorazioni realizzate secondo lo stile arabo che io personalmente adoro. Inutile dire che mi è piaciuta tantissimo la tomba rialzata degli sposi: l’ho trovata molto romantica, nonostante si tratti di un monumento funebre.

Capela do Fundador Batalha
Capela do Fundador Batalha

Da non perdere è anche il Claustro Real, dagli sfarzosi e ridondanti elementi ornamentali, tipici dello stile manuelino: a me hanno ricordato i lavori all’uncinetto di mia nonna, tant’è che ho fatto davvero un miliardo di foto a dettagli di cui il luogo è intriso!

Tuttavia il bello della visita deve ancora arrivare: annessa alla strutture esterna della chiesa, ma dotata di ingresso indipendente, non dimenticarti per niente al mondo di passare a visitare la “Capela Imperfeita“, la Cappella Incompiuta. Ordinata dal re Edoardo I come mausoleo per tutta la famiglia, non fu mai completata. E’ la parte in assoluto più bella e imperdibile del monastero: un monumento a cielo aperto con lavorazioni talmente sofisticate che la bellezza esplode da ogni angolo!

ALCOBACA

Monastero di Alcobaca

Alcobaca è famosa per il suo monastero cistercense che vi si trova e che oggi è Patrimonio Unesco. Dom Alfonso Henriques nel 1147 circa donò ai monaci benedettini il territorio circostante affinché lo bonificassero. Qualche anno più tardi ordinò che vi fosse edificata una chiesa come segno di gratitudine per la sconfitta dei Mori.

Con l’intenso lavoro dei monaci il Mosteiro de Santa Maria divenne il principale centro economico dell’abitato. Ispirata all’abbazia cistercense di Chiaravalle, la chiesa è un esempio del gotico austero, tipico di quest’ordine monastico. Lo stile è molto differente dalla precedente Batalha, forse meno ricco e sfarzoso, ma non per questo meno fascinoso.

La chiesa ospita le tombe di Dom Pedro I e Dona Ines de Castro, legati fino alla fine da una storia d’amore resa celebre da Luis de Camoes. La storia racconta che Pedro I aveva ereditato in moglie Costanza di Castiglia, ma si innamorò della sua dama di compagnia Ines, che fu subito ricacciata in Spagna. Quando morì Costanza, Pedro la fece ritornare in Portogallo dove però il padre di Pedro la uccise. Egli, alla more del padre, diventò re e fece uccidere i sicari dell’amante. Il suo amore per lei era tale che finse davanti al popolo di aver regolarizzato l’unione col matrimonio, la dichiarò regina e la fece seppellire nel monastero.

Sul sarcofago sono scolpite scene della vita di Gesù e il giudizio universale recante la scritta “fino alla fine dei tempi“, per far capire a tutti che dopo la morte si sarebbero risorti, e incontrati di nuovo in Paradiso. Ines viene raffigurata serena, circondata da angeli in segno di protezione.

La grandiosità di questo monastero sta nella cucina, con un camino ricoperte da bellissime piastrelle, di dimensioni enormi, e nel refettorio adiacente. Con un sistema ingegnoso i monaci fecero in modo di convogliare le acque del fiume, per far arrivare in una vasca in pietra direttamente in cucina pesci freschissimi.

Una piccola curiosità riguarda l’accesso alla mensa dei monaci: dovevano attraversare un passaggio strettissimo, e chi non riusciva era tenuto ad osservare qualche giorno di digiuno 😀

Completano il complesso la Sala dos Reis, la sala dei re, che accoglie alle pareti le statue di tutti i re portoghesi. Sulla parte inferiore delle pareti troviamo di nuovo gli splendidi azulejos.

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Verso il tardo pomeriggio ci dirigiamo verso Nazarè, dove troveremo del tempo per rilassarci sulla sua lunga spiaggia e dove passeremo la notte, prima di riprendere il viaggio verso sud.

Grazie per aver letto fin qui. Se l’articolo ti è stato utile, potresti ricompensare il mio impegno, volto a darti info più chiare e complete possibili, lasciando qui sotto un commento. Grazie.

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