BORGHI Liguria TOUR DI 1 GIORNO IN CITTA' ITALIANE

LA CITTA’ DELLE STREGHE:
cosa vedere a Triora in un giorno

città delle streghe Triora

CITTA’ DELLE STREGHE: TRIORA

Questa gita nella provincia di Imperia è stata pensata per Giada, curiosissima di vedere la città delle streghe, ossia Triora.
Strada facendo ci siamo fermati a visitare anche altri due posticini di degno interesse:

Molini di Triora, con il suo prezioso laghetto dei noci;

Badalucco per finire in bellezza la giornata.

Ecco qui sotto l’itinerario che abbiamo seguito e qualche info generale utile.

Durata della gita: 1 giornata intera partendo da Loano (Liguria)

MOLINI DI TRIORA

laghetto dei noci Triora
MOLINI DI TRIORA: laghetto dei Noci

Molini di Triora è la nostra prima sosta in questa giornata alla scoperta di alcuni posticini dell’entroterra ligure. E’ un borgo piccolo ma decisamente carino: i suoi carruggi sono pieni di fiori ovunque e il profumo di lavanda che abbiamo sentito passeggiando era inebriante.


Un bel paesaggio un pò di montagna e tanto verde intorno; direi che una tappa qui sia d’obbligo anche per fermarsi un pochino al “Laghetto dei Noci”, non segnalato nelle guide ma su cui io mi voglio soffermare. E’ un luogo delizioso, tranquillo e di pace, praticamente subito finito il centro e quindi per nulla scomodo da raggiungere, dove puoi farti un bagno data l’acqua pulitissima e di un verde brillante, anche se dannatamente gelata come in tutti i laghetti di montagna. Si può in alternativa stare a prendere un pò di sole sulle rocce antistanti il laghetto e addirittura, se arrivi durante l’ora di pranzo, fare un bel pic-nic. L’area è infatti attrezzata con tavolini in legno e panche.
Unico neo: i cani in questa zona non sono i benvenuti e questo, per noi ad esempio che di cani ne abbiamo due, ha rappresentato un vero disagio costringendoci a cercare un altro posto per mangiare.

Molini di Triora: laghetto dei Noci
Molini di Triora: laghetto dei Noci

Molini di Triora prende il nome dai 23 mulini ad acqua che si trovano lungo il torrente Argentina e il rio Capriolo; il borgo è adagiato ai piedi dello sperone su cui sorge Triora, e proprio da Triora dipese fino al 1903.
Il paese vanta una parrocchiale barocca e il santuario di Nostra Signora della Montà, due chiese che conservano opere pittoriche di notevole pregio.

Curiosità: a Molini di Triora la lumaca è la vera star che, oltre in cucina, trovate persino sui muri o accanto alle porte delle case sotto forma di piccole sculture o disegni.
Qui le lumache vengono cucinate in modo semplice con erbe aromatiche e pomodoro, e nel mese di settembre vengono celebrate in un raduno gastronomico che si ripete da anni: la “sagra della lumaca”.
Per chi invece preferisce il dolce, a Molini come in tutta la valle, si acquista dell’ottimo miele: da provare quello di rododendro, dal gusto squisito e particolare.

TRIORA: IL PAESE DELLE STREGHE

città delle streghe Triora
città delle streghe

Triora è in realtà la meta della nostra giornata: borgo medievale in provincia di Imperia situato nelle Valle Argentina, nell’estremo Ponente Ligure, celebre per il più grande processo alle streghe che si è tenuto nel 1587 e proprio per questo chiamato “paese o città delle streghe”.
Sentendo questa storia a Giada si illuminano gli occhi per la curiosità: streghe? Lei adora le streghe, ed è quindi con entusiasmo che andiamo alla scoperta di questa cittadella pur non sapendo bene cosa aspettarci.


In effetti, appena entriamo nel borgo, davanti a noi una serie di cappelli da strega coloratissimi e tanti negozietti che vendono cose a tema: sembra più un posto dove andare a fare shopping per Halloween, con tanto di cappelli, cappellini, streghe e streghette dai colori vivaci; questo penso faccia un pò parte del folclore del posto.

città delle streghe Triora
città delle streghe Triora

Triora non è però solo questo primo impatto turistico: se si inizia infatti a percorrere il borgo, si percepisce tutta la magia del suo passato. Le case, dai mattoni a crudo e dal colore curo, così come le viuzze e i caruggi, rimandano alla tematica delle streghe: il buio dei vicoli, il paesino che guardandolo da valle in su, sembra incombere su di noi con il suo aspetto austero e severo, quasi minaccioso.

Madonna di Lourdes e la Strega del Duemila”

Passeggiando tra le vie si incontra anche il bellissimo santuario dedicato alla “Madonna di Lourdes” e la “Strega del Duemila“, statua realizzata in materiale povero posta in una delle piazze del borgo in seguito alla celebrazione del quarto centenario del celebre processo per stregoneria (1587-1589) che ha arrecato notorietà al borgo di Triora.

Quartiere delle Sambughea

Il quartiere che ci è piaciuto di più è stato il “QUARTIERE DELLA SAMBUGHEA”, dove il borgo mostra i suoi aspetti più genuini: dai un’occhiata perchè è molto tipico.

Il sentiero delle streghe

Esiste il sentiero delle streghe percorribile a piedi in mezzo ad un bosco che noi però abbiamo fatto solo per un tratto, comunque scendendo la strada dovrebbe portare al paese appena sotto. Credo sia almeno un’oretta di cammino, ideale per gli amanti delle passeggiate e dell’aria aperta.

La Cabotina

Sempre per stare in tema di fattucchiere, il luogo per eccellenza da visitare è la Cabotina, dove le streghe, o presunte tali, si riunivano per i loro riti e dove erano costrette a vivere, in umili case e anfratti, emarginate dal resto della popolazione. Una visita a questi luoghi è un modo per riscattare queste donne e per rendere loro giustizia.

Cimitero

città delle streghe Triora
Triora: panorama dal cimitero

Infine, forse complici le nuvole che nel pomeriggio hanno oscurato il cielo, una bella atmosfera spettrale ci si è presentata durante la nostra visita al cimitero, raggiungibile dopo una ripida e scomoda salita ma vale la pena per godersi una bellissima vista sul paese, sulla vallata e sui centri abitati circostanti.

Questo cimitero, simile a un fortilizio perchè ricavato da un’antica fortezza che difendeva il luogo durante il Medioevo e ora distrutta, con le sue antiche tombe consumate dal tempo contribuisce a sottolineare quel fascino macabro e pieno di mistero tipico di questo borgo. L’atmosfera è magica, rilassata, di assoluta pace: non tutti infatti salgono fin qui; unica compagnia solo una coppia curiosa come noi.

Castello

Scendendo si incontra l’antico castello, di cui però sono rimasti solo i ruderi, costruito dai genovesi nel XIII secolo per difendere i propri confini. A lato una bellissima riproduzione di una strega in foglie verdi.

Chiesa di San Bernardino

città delle streghe Triora
Triora: chiesa di San Bernardino

Verso la fine della giornata siamo scesi ai piedi del paese per visitare la Chiesa di San Bernardino, famosa per i suoi affreschi medievali al suo interno, purtroppo visibili solo parzialmente.

Per visitare internamente questa chiesa bisogna farsi dare le chiavi al “Museo Etnografico e della Stregoneria” dal custode lì presente, consegnando un documento di identità valido. Il Museo, appunto, è stata l’ultima tappa del nostro soggiorno a Triora, ormai stanchi morti per tutto il sali scendi che abbiamo fatto ma che rifaremmo al volo!

Museo Etnografico

città delle streghe Triora
Triora: Museo Etnografico

Questo singolare museo si trova all’inizio del paese ed è l’attrazione principale.
Il primo museo venne concepito da Padre Francesco Ferraironi nel 1910 nella sua casa natale di Triora, e questo suo progetto culturale culminò il 15 agosto 1960 in una mostra che egli allestì nell’oratorio di San Giovanni Battista. Con questa mostra lo storiografo triorese dimostrava di essere assolutamente lungimirante e lasciava al paese un patrimonio unico che poi sarebbe confluito nel museo odierno, diviso per sale tematiche:


Al piano terreno sono esposti esemplari della fauna locale, la storia dei più importanti rinvenimenti archeologici e antichi utensili di uso quotidiano.

Al piano inferiore si trovano una raccolta di libri dedicati alle streghe, una cantina che racconta la storia della viticoltura, alcune ricostruzioni di vita domestica come la tipica cucina triorese, la lavorazione del latte, la vita dei campi dove si racconta la vita dei contadini attraverso vecchie fotografie e attrezzi per gli antichi mestieri.

Al secondo piano si trovano le antiche prigioni, dove non potevano mancare le streghe raffigurate attraverso dei diorami (ambientazioni in scala che ricreano scene di vario genere), e le foto degli strumenti di tortura. Sono inoltre esposte stampe, documenti antichi, gli atti del processo e altre testimonianze della caccia alle streghe.

All’esterno c’è il giardino del museo con le piante aromatiche tipiche della zona e alcune miniature delle chiese e degli edifici.

città delle streghe Triora
Triora: Museo Etnografico

Alcune info generali su Triora

1 – Se hai la possibilità di essere a Triora la sera, in alcune date è possibile fare il “Ghost Tour”, una serata a caccia di streghe ripercorrendo a piedi il lato magico e oscuro di Triora tra antichi miti pagani, storie di peste, lupi mannari e stregoneria con la presenza degli “Storyteller”, le guide narranti custodi delle storie e delle leggende della città.
Adatto agli adulti ma anche ai bambini.

2 – Tra gli eventi più importanti ricordo “Stregora”, festa in onore delle streghe che si celebra la prima domenica dopo Ferragosto, e la notte di Halloween che attira ogni anno un sacco di visitatori.

3 – L’unico ristorante di Triora si chiama “L’Erba Gatta”, giusto per rimanere in tema di misticismo.

4 – Molto buone le prelibatezze del forno del “Pane di Triora”.

5 – Se invece si vogliono assaggiare prodotti tipici locali e genuini vai alla “Strega di Triora”: noi abbiamo assaggiato dei cioccolatini squisiti, i biscotti alla lavanda e il salame di cinghiale.

6 – Sosta bar: molto carino Caffè Ricicì che, oltre ad offrirvi da bere nella tipica piazzetta del centro, mette a disposizione anche un “dog’s bar” per i nostri amici a quattro zampe.
Sempre all’interno di questa piazza la Collegiata di Santa Maria Assunta, purtroppo quasi sempre chiusa, ma bella la facciata neoclassica edificata, secondo la tradizione, su un precedente fanum pagano.

città delle streghe Triora
città delle streghe Triora

BADALUCCO

Badalucco
Badalucco

Questa è stata la nostra ultima tappa, scendendo da Triora: un piccolo borgo grazioso in cui val la pena fermarsi una mezz’oretta per percorrere tutte le sue stradine (tre di numero) in cui si incontrano un’infinità di gatti randagi, molti di più che a Triora, posto per eccellenza dove si rifugiano i felini.

Posto su un’ansa del torrente, Badalucco è sovrastato da un colle con la chiesa di San Nicolò.
Un tempo dominato dal castello, il borgo conserva tracce delle antiche porte d’accesso incorporate ora in edifici più tardi.
Di grande interesse la parrocchiale barocca, l’oratorio di Nostra Signora della Misericordia e il ponte, a schiena d’asino, detto di Santa Lucia, la cui costruzione risale al 1555. La chiesa parrocchiale Nostra Signora Assunte fu costruita a partire dal 1682, sul luogo dell’antica chiesa medioevale.

Badalucco
Badalucco: borgo a ponte a schiena d’asino


Ciò che però rende unico il borgo di Badalucco è il “museo all’aperto”: sulle pareti delle case dell’abitato sono collocate più di 100 opere in ceramica e altri materiali, oltre a murales, realizzati da artisti contemporanei.

Curiosità: radica e ardesia sono i materiali tipici della zona. Qui si possono trovare pregevoli oggetti in radica come pipe, ma anche sculture in ardesia dell’artigianato artistico. Pochi sanno che in queste zone si trovano cave di ardesia dalle quali si estrae ancora oggi il 70% dell’intera produzione nazionale, con esportazioni in tutto il mondo di questa pietra che trova impiego negli usi più disparati: rivestimenti, coperture, pavimenti di interni, ma anche lavagne, mensole e soprattutto lastre per i tavoli da biliardo.

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